Pages to the People

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11 marzo 1985

 

Le vostre braccia mi danno tempesta,

sirene pronte a godere,

ninfee aspettano a urlare.

 

Imparerò a fare surf sulle teste.

 

Al principio eravamo pesci

prima di diventare bestie

e tu non hai mai visto un cuore.

È come la tua testa

solo sporca di sangue.

Le labbra sulla lettera,

un rossetto nuovo,

non conosco chi bacia la carta

in una stanza di bambole

dalla bocca nera,

forse è perché lei,

non ha bisogno di me.

 

Farò surf anche sulla sua testa.

 

Elvis non è morto,

lunga vita al re

mentre canta:

non riesco proprio

a non innamorarmi di te.

Bramose lolite

vogliono lo sferragliare

dei suoi luccichii

e delle sue lacrime.

Nella Coca Cola

ci sono le pastiglie,

tranquillo falle eccitare

ancora un poco.

 

Insegnami a prendere l’onda.

 

Warhol deve smettere

di fotografare.

Qualcuno l’ha chiuso

nell’armadio,

paradosso dell’aver bisogno

una camera oscura.

La gente in copertina

vuole essere famosa

passandogli un calmante dalla fessura.

 

Colorami la tavola con il volto del re.

 

La Svizzera è vicina

e le farmacie

sono aperte tutta notte.

Ti aspetto al confine

con la musica rock and roll.

Strana razza quella dei 27,

nel 2012 avrò ventisette anni.

La fine del mondo

una distorsione di Hendrix,

un bruciato urlo di Janis

e liquorose parole di Morrison.

Strana razza quella dei 27.

Canta la fine prima che muoia,

tu la sai prevedere.

 

Prenderò l’oceano in tempesta.

 

C’è chi dice che farò parte

del club dei Tenco,

ma già che sono qua

meglio vedere la fine del mondo

e tutte quelle luci

che mi fanno sentir vivo

come quando ballavamo stretti

l’ultimo blues in città.

Ragazza manca poco per dimenticarti.

La gente vuole vivere in un modo lunare,

hanno paura della morte

e cercano qualcun altro che li salvi.

 

Cavalcherò l’onda che vi spazzerà.

 

Il mondo è cambiato

vero Billy the Kid?

Ci sarà sempre chi ti vuole bene

e viene a assassinarti

con la logica della civiltà.

Sono un sentimento.

Sono sentimento senza ragione,

a me non interessa lo sbaglio

perché ho la vita

e la morte dalla mia parte.

Sì, devo andare alla macchia

con il vecchio Burroughs

a cercare nuove alterazione

di orologi fusi e mondi di Dalì.

Sciamano finisci le dipendenze

giocando a Guglielmo Tell

con la scimmia sulla testa.

 

Starò in bilico su ciò che vi affonderà.

 

Chiamate un’ambulanza per Kurt,

Hemingway gli ha passato una pallottola.

Mi sta crescendo la barba,

mi sta crescendo la barba,

e Syd è andato sulla luna

con tutti i sintetizzatori

e ballate sulla riva del fiume.

Se vivi in paese

tutti i cimiteri sono uguali

alla collina di Spoon River.

Dopo un altro giro da bere

accompagno Kerouac

con lo zaino vagabondo

e finiamo a mangiar spaghetti

da mia madre.

Lou Reed presentami il lato selvaggio,

Margherita portatemi dal diavolo

devo fare un patto,

ho due anime da giocare

per andare avanti,

per strappare

le ultime pagine

dalle notti bianche.

 

Io cadrò per ultimo. Sono l’Icaro del surf.

 

(Daniele Miglio da Dino e Sibilla)